Il futuro dell’aerospazio europeo: il confronto a Bruxelles promosso da Nicola Zingaretti

Zingaretti

Si è svolto ieri presso il Parlamento Europeo l’evento “Il futuro dell’Aerospazio: quali prospettive per la strategia europea?”, organizzato dalla Delegazione Italiana S&D in Europa.

L’iniziativa, promossa da Nicola Zingaretti, Capo della Delegazione Italiana Socialisti & Democratici al Parlamento Europeo, ha visto la partecipazione dell’eurodeputato Giorgio Gori (Pd) e di autorevoli esponenti istituzionali e industriali del settore, tra cui:

  • Teodoro Valente, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI)
  • Isabella Poldrugo, Vice Capo Unità Space Policy della Commissione Europea
  • Domenico Mignolo, Head of Technology and Products Division dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA)
  • Flavio Sbardellati, Responsabile Sezione Governativa, Dipartimento Sviluppo Mercato della EU Agency for the Space Programme (EUSPA)
  • Sergio A. Jesi, Responsabile Programmi UE della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD)

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto strategico in un passaggio cruciale per il futuro dell’aerospazio europeo. In un contesto geopolitico complesso e con un mercato globale in rapida evoluzione, emerge con chiarezza la necessità di rafforzare la cooperazione tra istituzioni, industria e ricerca. Le sfide non mancano – in primis finanziamenti, governance e accesso allo spazio – ma l’Europa dispone di competenze, infrastrutture e ambizioni per giocare un ruolo da protagonista. E in Europa lo ha senz’altro l’Italia.

Zingaretti: una nuova strategia per l’autonomia tecnologica europea

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Nicola Zingaretti ha aperto i lavori sottolineando l’importanza dell’European Space Act, di prossima pubblicazione, quale atto strategico destinato a segnare l’attuale legislatura. L’aerospazio è stato indicato come uno dei settori chiave per costruire un’autonomia strategica europea, valorizzando al contempo la cooperazione tra Stati membri come leva di competitività. “L’aerospazio è una delle best practice dell’Europa” – ha dichiarato – “un esempio in cui l’investimento comune non cancella la sovranità nazionale, ma la eleva e rafforza la nostra autonomia strategica”. “Abbiamo immaginato questo confronto” – ha concluso – “come l’inizio di un rapporto collettivo e la nostra idea è di proseguire nel secondo semestre dell’anno con un evento in Italia su questo grande tema”.

Valente: l’Italia protagonista del sistema spaziale europeo

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Teodoro Valente, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha evidenziato la centralità storica e attuale dell’Italia nel panorama spaziale internazionale: “Siamo tra i pochi Paesi in grado di coprire tutti i domini spaziali, grazie a un ecosistema integrato di grandi industrie, PMI, startup, università e centri di ricerca”. Ha poi ricordato l’impegno italiano nei programmi multilaterali e bilaterali e il ruolo attivo nei comitati internazionali, tra cui il COPUOS, il Comitato delle Nazioni Unite per l’uso pacifico dello spazio, che sarà presieduto dall’Italia – e in particolare dal presidente Valente – nel biennio 2026-2027.

Mignolo: innovazione, sicurezza e competitività sono le sfide dell’ESA

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Domenico Mignolo, Head of Technology and Products Division dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha posto l’attenzione sul ruolo delle telecomunicazioni spaziali come infrastruttura critica per la sovranità digitale europea, soprattutto in tempi di crisi. L’ESA, attraverso programmi come MoonlightCivil Security for Space e Industrial Competitiveness, mira a sostenere l’innovazione, promuovendo partnership pubblico-private e incubatori di impresa per accelerare il trasferimento tecnologico.

Sbardellati e il ruolo strategico dell’industria europea

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Flavio Sbardellati, Responsabile Sezione Governativa, Dipartimento Sviluppo Mercato della EU Agency for the Space Programme di EUSPA, ha posto l’accento sull’eccellenza del sistema industriale europeo e sull’importanza di evitare duplicazioni per promuovere l’integrazione tra iniziative nazionali ed europee. “Sistemi come Galileo, Copernicus e, presto, Iris Square” – ha dichiarato – “ci daranno non solo dati eccellenti, ma anche l’autonomia dei dati. Il prossimo quadro finanziario dovrà essere flessibile per reagire ai cambiamenti e soddisfare nuovi bisogni”. Sbardellati ha inoltre sottolineato l’urgenza di preservare e valorizzare l’eccellenza dei programmi esistenti e di sostenere la competitività anche attraverso partnership strategiche con Paesi terzi.

Poldrugo e la crescita del mercato downstream e impatto sociale

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Isabella Poldrugo, Vice Capo Unità Space Policy della Commissione Europea, ha illustrato la crescita esponenziale del mercato downstream, che passerà da 260 a oltre 590 miliardi di euro entro il 2033, trainato da esigenze di sicurezza, resilienza e autonomia tecnologica. Ha evidenziato il ruolo di Galileo nella navigazione globale – con oltre 4 miliardi di dispositivi nel mondo – e l’importanza del GovSatCom, prossimo a essere operativo, quale modello di integrazione tra asset nazionali e sistema europeo. “Lo spazio è ormai parte integrante della nostra quotidianità – ha affermato – e l’Europa deve restare al centro dello sviluppo tecnologico globale”.

Jesi: un’industria ad alta intensità di ricerca

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Sergio A. Jesi, Responsabile Programmi UE di AIAD, ha ricordato che il settore aerospaziale italiano vale 20 miliardi di euro, di cui 2 dedicati allo spazio, con una forza lavoro altamente qualificata e una forte propensione all’export. “Dobbiamo integrare sempre di più le dimensioni spazio, difesa e sicurezza – ha affermato – costruendo una regolamentazione comune europea e favorendo l’ingresso dei capitali privati per sostenere la crescita”.

Gori: I punti di forza e le sfide aperte

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In chiusura, l’eurodeputato Giorgio Gori ha tracciato un bilancio pragmatico: tra i punti di forza, i programmi Copernicus e Galileo, la vivacità delle PMI e startup, e la resilienza del settore. Tra i punti critici, invece, ha evidenziato il divario negli investimenti pubblici rispetto agli Stati Uniti e le difficoltà europee nell’accesso autonomo allo spazio. “Nel 2024 SpaceX ha effettuato 138 lanci, l’UE solo tre – ha ricordato –. È una distanza che pesa sulla competitività e che dobbiamo colmare”.

A chiusura dei lavori, si è svolto un dibattito aperto con la partecipazione di rappresentanti di associazioni e imprese italiane, a testimonianza dell’interesse crescente del sistema produttivo per il ruolo strategico dell’aerospazio e della space economy nel futuro industriale del Paese.

Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".