Sorvegliare lo spazio per proteggere la Terra: Space Situational Awareness

Space Situational Awareness

Di fronte a un ambiente spaziale sempre più affollato, il monitoraggio delle orbite è diventato un tema strategico globale. Space Situational Awareness, tra nuove tecnologie, alleanze internazionali e un’economia orbitale in espansione per la space economy.

Oggi lo spazio circumterrestre è un’arena iperaffollata, oltre 10.000 satelliti attivi e decine di migliaia di detriti orbitano attorno alla Terra. Secondo i dati dell’ESA Space Debris Office, i frammenti superiori a 1 cm sono ormai oltre un milione. Ogni pezzo rappresenta un rischio per le attività spaziali, soprattutto in orbite basse (LEO), sempre più popolate da costellazioni commerciali.

In questo contesto, la Space Situational Awareness (SSA) non è più un’opzione, ma una necessità, si tratta della capacità di rilevare, tracciare, prevedere e interpretare il comportamento di oggetti artificiali nello spazio. Ma non solo, SSA oggi include anche il monitoraggio di fenomeni naturali come le tempeste solari e l’attività spaziale di altri attori, con implicazioni civili, commerciali e militari.

Nel lessico internazionale, il concetto di SSA sta evolvendo in Space Domain Awareness (SDA), un’accezione più ampia che integra le componenti geopolitiche, difensive e di sicurezza nazionale. I principali attori globali – Stati Uniti, Cina, Unione Europea, Russia e India – stanno investendo in maniera massiccia su questa frontiera tecnologica.

L’obiettivo non è solo sapere “dove sono” gli oggetti nello spazio, ma anche anticipare intenzioni, manovre e potenziali minacce. In un contesto dominato dalla competizione tra grandi potenze, la capacità di vedere (e interpretare) ciò che accade nello spazio si traduce in vantaggio strategico.

Un punto di svolta è  stato rappresentato dall’istituzione dell’ISOC – Italian Space Operations Centre, a Pratica di Mare, gestito dall’Aeronautica Militare. L’Aeronautica  con AX-3  ha effettuato un attività di sperimentazione, per la prima volta dallo spazio, sul sistema software ISOC (Italian Space Operations Centre), cuore della propria capacità Space Situational Awareness (SSA).

Sviluppato dall’Aeronautica Militare, il sistema ISOC fornisce un catalogo aggiornato degli oggetti spaziali e algoritmi innovativi di eventi legati allo spazio, come le collisioni.

Gli astronauti a bordo della ISS replicheranno alcune analisi normalmente svolte dal Centro SSA, uno dei centri operativi spaziali europei in prima linea per il monitoraggio degli oggetti spaziali che rientrano in atmosfera, e che sorveglia costantemente i possibili eventi di collisione tra oggetti artificiali orbitanti attivi (ISS compresa) con i detriti spaziali.

Questo progetto è un esperimento proof-of-concept (dimostratore tecnologico sperimentale) volto a dimostrare come gli astronauti potrebbero essere in grado di ottenere un’analisi della congiunzione quasi in tempo reale con un supporto limitato da parte dei segmenti terrestri o addirittura in modo autonomo. Gli operatori saranno in grado di controllare gli approcci pericolosi e di stimare le manovre orbitali.

L’ISOC funge da snodo centrale per la sorveglianza e la tracciatura degli oggetti spaziali, con capacità autonome ma anche integrate nei circuiti internazionali, come l’EU SST (Space Surveillance and Tracking).

La sorveglianza e il monitoraggio spaziale (SST) fa parte della componente Space Situational Awareness (SSA) del programma spaziale dell’UE, adottata dall’Unione europea nel 2021 con il regolamento (UE) 2021/696 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Il presente regolamento prevedeva la creazione di un partenariato SST, composto, dopo la firma dell’accordo di partenariato SST, da entità nazionali costituenti che rappresentano 15 Stati membri dell’UE – Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia.

Un sistema SST è una rete di sensori terrestri e spaziali in grado di rilevare e tracciare oggetti spaziali, insieme a capacità di elaborazione volte a fornire dati, informazioni e servizi sugli oggetti spaziali che orbitano attorno alla Terra.

Il partenariato SST e l’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale (EUSPA), che fungono da EU SST Front Desk, lavorano insieme per sviluppare la capacità europea SST.

 Gli Stati membri del partenariato hanno messo in rete le loro attività per fornire, attraverso il portale di fornitura di servizi SST gestito da EUSPA, una serie di servizi SST a tutti gli Stati membri dell’UE, alle istituzioni dell’UE, ai proprietari e agli operatori di veicoli spaziali e ad altri enti pubblici e privati.

 I servizi SST valutano il rischio di collisioni in orbita e di rientro incontrollato di detriti spaziali nell’atmosfera terrestre e rilevano e caratterizzano le frammentazioni in orbita.

Gli Stati membri dell’UE del partenariato SST sono rappresentati attraverso le loro entità nazionali costitutive: Austria (FFG), Repubblica Ceca (MDCR), Danimarca (DALO), Finlandia (FMI), Francia (CNES), Germania (Agenzia spaziale tedesca presso DLR), Grecia (NOA), Italia (ASI), Lettonia (IZM), Paesi Bassi (EZ), Polonia (POLSA), Portogallo (PT MoD), Romania (ROSA), Spagna (AEE) e Svezia (SNSA).

La filiera italiana della SSA comprende attori pubblici e privati che coprono l’intero spettro della catena del valore. Tra gli ambiti di sviluppo:

  • Radar terrestri avanzati.
  • Software predittivi per l’analisi orbitale.
  • Sistemi optoelettronici e telesco­pi robotici

La SSA non è solo uno strumento di protezione: è anche un abilitatore di mercato per un a space economy più performante.

Sapere cosa accade nello spazio permette agli operatori di pianificare manovre, evitare interruzioni di servizio, ridurre i costi assicurativi e garantire l’affidabilità delle infrastrutture spaziali.

In prospettiva, l’evoluzione della SSA verso modelli predittivi e autonomi – alimentati da AI e quantum computing – aprirà la strada a nuove opportunità di business: dal “traffic management” orbitale alla gestione delle mega-costellazioni, fino al supporto alla logistica spaziale.

In un mondo in cui lo spazio è ormai infrastruttura critica, la Space Situational Awareness si afferma come pilastro imprescindibile per garantire sicurezza, continuità operativa e sovranità tecnologica.

Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".