Realtà aumentata e space economy

Realtà aumentata

L’interfaccia del futuro tra astronauti, orbite e industrie

La realtà aumentata (AR) sta entrando a pieno titolo nell’economia dello spazio come interfaccia strategica che ridefinisce il rapporto tra esseri umani e ambienti extraterrestri.

Dalla manutenzione satellitare alla formazione degli astronauti, dalla progettazione dei veicoli spaziali al turismo orbitale, l’AR si sta imponendo come chiave per aumentare l’efficienza, ridurre i rischi e aprire nuovi modelli di business.  L’Italia, con il suo ecosistema innovativo e manifatturiero, può avere un ruolo da protagonista in questa transizione.

La realtà aumentata consiste nella sovrapposizione di contenuti digitali come dati, immagini, istruzioni o modelli 3D al mondo reale, attraverso visori, tablet, occhiali intelligenti o caschi integrati.

A differenza della realtà virtuale (VR), che isola l’utente in un ambiente simulato, l’AR potenzia l’ambiente circostante mantenendo il contatto con esso. Nello spazio, questa distinzione fa la differenza.

La complessità delle operazioni spaziali richiede soluzioni che migliorino la percezione situazionale, riducano gli errori umani e guidino gli operatori in tempo reale.

 L’AR risponde esattamente a queste esigenze: può fornire istruzioni passo-passo per la riparazione di un modulo orbitale, mostrare all’astronauta dati biometrici e ambientali senza distrazioni, oppure proiettare simulazioni durante l’addestramento o l’approccio a una stazione spaziale.

Numerosi programmi spaziali stanno già integrando l’AR in fasi operative cruciali.

Sono in fase di sperimentazione l’uso di visori AR per la manutenzione remota di veicoli spaziali, con tecnici sulla Terra che guidano gli astronauti a distanza. Assistenza da remoto degli equipaggi  della stazione spaziale o accedere a procedure interattive direttamente nel campo visivo.

Sono stati avviati studi per integrare AR nella progettazione e assemblaggio di componenti spaziali, ottimizzando tempi e riducendo errori umani.

Nell’ambito della robotica orbitale, l’AR consente agli operatori di interagire con bracci meccanici e strumenti di precisione tramite interfacce intuitive.

Con la crescente apertura commerciale dell’orbita bassa (LEO) e lo sviluppo di stazioni spaziali private, la realtà aumentata potrebbe diventare parte integrante dell’esperienza spaziale per clienti paganti, ricercatori e personale operativo.

Immaginare un futuro “tour orbitale” in cui il passeggero visualizza in tempo reale le informazioni sul pianeta sottostante, oppure interagisce con contenuti educativi e immersivi, non è più fantascienza.

Anche nella logistica spaziale, AR può fornire supporto visuale in ambienti angusti o privi di gravità, aiutando nel posizionamento di container, nella gestione dei materiali o nella navigazione di ambienti pressurizzati.

Le applicazioni non si limitano allo spazio: le tecnologie sviluppate per l’orbita trovano impiego diretto in ambiti terrestri, in una logica di spin-off e dual use.

La manutenzione predittiva industriale, la formazione tecnica avanzata, l’aeronautica e persino la sanità possono beneficiare delle interfacce AR nate per ambienti estremi.

Le soluzioni progettate per lo spazio diventano strumenti competitivi anche per le imprese manifatturiere, navali o energetiche.

L’Italia ha le carte in regola per posizionarsi come hub europeo dell’AR spaziale, grazie a un mix unico di competenze:

  • Università e centri di ricerca, sono attivi nello sviluppo di tecnologie AR per ambienti complessi.
  • Startup e PMI operano già nel settore della realtà aumentata e mista, con applicazioni in aerospazio, difesa e automotive. Alcune, stanno esplorando l’integrazione AR per il controllo di payload o la gestione di missioni near-space.
  • Grandi imprese possono integrare soluzioni AR nei sistemi avionici e nei centri di comando e controllo spaziali.
  • Infine, la tradizione italiana nel design industriale e nella narrazione visuale può offrire un vantaggio competitivo nel rendere le interfacce non solo funzionali, ma anche ergonomiche e coinvolgenti.

Il futuro dell’AR nella space economy sarà sempre più ibrido e collaborativo. L’integrazione con intelligenza artificiale, edge computing e reti satellitari potenzierà ulteriormente queste tecnologie, rendendole parte integrante della quotidianità spaziale.

Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".