Quasar cosmici: fari dell’universo, chiavi dell’economia dello spazio

Quasar

Nel firmamento profondo, a miliardi di anni luce dalla Terra, brillano oggetti così luminosi da superare di gran lunga l’intera galassia che li ospita: sono i quasar, o “oggetti quasi stellari”, tra i fenomeni astrofisici più affascinanti e potenti dell’universo.

 Ma se fino a pochi decenni fa erano un mistero riservato ai radioastronomi, oggi i quasar entrano a pieno titolo anche nella mappa della Space Economy, come strumenti di misurazione cosmologica, riferimenti per la navigazione interplanetaria e in prospettiva sorgenti di modelli teorici per la gestione di energia estrema e intelligenza computazionale distribuita.

Un quasar è un nucleo galattico attivo alimentato da un buco nero supermassiccio che inghiotte materia a ritmi elevatissimi. Questa materia, prima di scomparire oltre l’orizzonte degli eventi, forma un disco di accrescimento che ruota a velocità incredibili e si surriscalda fino a emettere radiazioni in tutto lo spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi gamma.

I quasar più luminosi possono emettere mille volte la luce di un’intera galassia composta da centinaia di miliardi di stelle. Questi fari cosmici, individuabili anche a distanze di 12-13 miliardi di anni luce, ci parlano di un universo giovane, turbolento e densamente popolato da buchi neri in piena attività.

Oltre alla loro spettacolarità, i quasar sono sonde naturali dell’universo primordiale. Poiché la luce che ci arriva da loro ha viaggiato per miliardi di anni, ogni quasar rappresenta una finestra sul passato cosmico.

 Analizzando lo spettro della loro luce, gli astronomi possono ricostruire la composizione chimica e lo stato fisico del gas intergalattico attraversato lungo la linea di vista, ottenendo informazioni cruciali sull’evoluzione dell’universo.

Uno degli aspetti più rilevanti dei quasar è il loro redshift elevatissimo, che testimonia l’espansione dell’universo. I quasar aiutano a calibrare modelli cosmologici e a misurare costanti fondamentali come quella di Hubble.

Di fatto, sono indicatori standard alternativi alle supernove per esplorare le dinamiche dell’universo su larga scala.

La conoscenza dei quasar non resta confinata all’ambito astrofisico. Alcune delle tecnologie e metodologie sviluppate per lo studio di questi oggetti trovano applicazione anche nell’economia dello spazio. Tre i filoni principali: navigazione, telecomunicazioni e modelli energetici.

I quasar sono punti fissi nel cielo, estremamente stabili dal punto di vista angolare. Questo li rende candidati ideali per costituire una rete di riferimento cosmica per la navigazione spaziale, molto più stabile e precisa rispetto alle stelle tradizionali. Si stanno già sperimentando sistemi basati sull’osservazione di pulsar e quasar per localizzare sonde spaziali in modo autonomo, senza dipendere dai segnali terrestri del Deep Space Network.

Nel dominio delle telecomunicazioni spaziali, i quasar forniscono un banco di prova per la calibrazione di antenne, radiotelescopi e sistemi di ricezione ad alta frequenza. I segnali radio provenienti da quasar sono costanti e ben caratterizzati, rendendoli ideali per testare l’integrità delle infrastrutture di comunicazione in orbita e sulle superfici planetarie.

L’intensa produzione energetica di un quasar ha spinto fisici teorici e ingegneri visionari a studiare sistemi di accrescimento controllato come modello per nuove generazioni di generatori a fusione o reattori a materia-antimateria. Sebbene siamo lontani da un’applicazione diretta, l’astrofisica computazionale che modella il comportamento dei dischi di accrescimento quasarici fornisce simulazioni utili anche per reattori terrestri avanzati.

Le enormi quantità di dati prodotte dai cataloghi di quasar, vengono già oggi elaborate tramite machine learning per identificare nuovi candidati e classificare le proprietà spettrali. L’intelligenza artificiale ha migliorato la capacità di rilevare quasar deboli e rare tipologie, aprendo la strada a modelli predittivi anche in settori come l’analisi del traffico satellitare, la gestione del rischio cosmico e la previsione di eventi spaziali estremi.

I quasar sono molto più di oggetti misteriosi lontani. Sono riferimenti stabili, laboratori naturali e fonti di ispirazione tecnologica. Studiarli non è solo un esercizio di conoscenza, ma una mossa strategica per chi intende progettare sistemi autonomi nello spazio profondo, sviluppare nuovi paradigmi energetici o addestrare intelligenze artificiali capaci di comprendere l’universo.

Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".