Oggetti dallo spazio profondo

Paure e angosce terrestri riflesse nel caos spaziale

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“Non ci perderemo niente”, per fortuna

A seguito delle recenti notizie riguardo un possibile impatto con la Terra dell’asteroide YR4 2024, i pensieri di tutti sono corsi a immagini di asteroidi e oggetti dallo spazio. Questo asteroide, per le sue dimensioni e velocità, avrebbe potuto provocare danni devastanti e causare la morte di milioni di persone.

Esploriamo ora il passato e il futuro delle scoperte spaziali.

Ora che il pericolo è passato — secondo la NASA, la probabilità d’impatto dell’asteroide con la Terra è di 0,005% —, invitiamo il lettore a considerare quanto lo spazio possa influenzare le nostre vite quotidiane. Riascoltiamo incessantemente I don’t want to miss a thing degli Aerosmith e prepariamoci a un’incursione nello spazio profondo, tra bolidi ferrosi e angosce terrestri.

Cerere e Fetonte

Tutto comincia con la Legge di Titius-Bode (1772), che oltre a descrivere i semiassi maggiori delle orbite dei pianeti del sistema solare, teorizza la presenza di un “pianeta perduto” tra Marte e Giove. Quando poi nel 1801 Giuseppe Piazzi scopre il primo asteroide, chiamato Cerere e classificato sul momento come pianeta, e nel 1802 Heinrich Olbers individua Pallade, quest’ultimo riprende la Legge di Titius-Bode e suggerisce che gli oggetti (ne saranno scoperti molti altri in posizioni vicine nel corso degli anni successivi) non fossero altro che i frammenti di quel pianeta perduto, con ogni probabilità distrutto dall’impatto con una cometa, che decise di chiamare Fetonte.

Questa teoria avrebbe quindi spiegato l’esistenza della fascia principale, cioè di quella fascia di asteroidi situata tra le orbite di Marte e Giove, ma per quanto affascinante è stata superata dall’attuale modello di evoluzione del sistema planetario, stando al quale la fascia è formata da materiale che non è mai riuscito ad unirsi in un grande pianeta a causa delle interferenze gravitazionali di Giove.

Tra incubi di pianeti perduti e paura della fine

L’idea di un pianeta perduto, specialmente se distrutto dall’avidità, l’ottusità e la violenza ingiustificata dell’uomo, ha impazzato nella letteratura dal dopoguerra in poi. Un racconto straordinario e geniale, per citarne uno su tutti, è Asleep in Armageddon (1948) di Ray Bradbury (il fu autore di Fahrenheit 451), conosciuto anche come Perchance to Dream. Un astronauta precipita su un asteroide apparentemente innocuo, che si rivela poi essere infestato dalle milioni e milioni di voci dei suoi antichi abitanti, sterminati insieme al loro pianeta da una guerra durata migliaia di anni.  Non è difficile individuare la causa della grande fortuna di questo tema.

L’ondata di paura e orrore che è seguita all’invenzione della bomba atomica e che ha accompagnato l’umanità durante la Guerra Fredda ha portato a proiettare le nostre angosce tra le stelle, favorendo anche la fortuna dell’altro grande argomento legato agli asteroidi, quello dell’impatto col nostro pianeta. Un argomento che è tornato alla ribalta con ancor più forza dagli anni Ottanta in poi con la pubblicazione dell’Ipotesi Alvarez, secondo la quale l’estinzione di massa dei dinosauri 65 milioni di anni fa è stata causata proprio dall’impatto di un asteroide. Da lì al successo enorme di film come l’indimenticabile Armageddon (1998) e il recente Don’t Look Up (2021) il passo è stato breve.

Non solo Apocalisse, gli asteroidi nella storia

Gli asteroidi e i bolidi celesti non hanno tuttavia sempre rappresentato per l’umanità solo l’emblema della distruzione e dell’Apocalisse. Un recente studio francese pubblicato sul Journal of Archaeological Science ha infatti dimostrato che la quasi totalità delle armi in ferro risalenti all’Età del Bronzo (2300 a.C. – 800 a.C.), sono state prodotte con il ferro contenuto in meteoriti precipitati sulla Terra. Tra queste, anche il pugnale del faraone Tutankhamon, che sarebbe stato un dono del popolo ittita a suo nonno Amenhotep III.

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Giulia Roncari

Giulia Roncari, Redazione Economia del Mare Magazine e Economia dello Spazio Magazine