Lo Spazio italiano ha finalmente la sua legge

Italia

L’11 giugno 2025 è una data che segneremo negli annali della nostra economia dello spazio. Dopo mesi di dibattiti politici, confronti con l’industria e riflessioni istituzionali, il Parlamento italiano ha approvato in via definitiva il DDL 1415 “Disposizioni in materia di economia dello spazio”, con 76 voti favorevoli e 57 contrari.

Non è soltanto un atto formale: è il primo passo di un percorso che punta a dare all’Italia una posizione di forza e autonomia in uno dei comparti tecnologici e industriali più strategici del XXI secolo.

Per anni abbiamo scritto e discusso sul fatto che l’Italia, uno dei primi dieci Paesi al mondo per capacità industriale e scientifica nello spazio, fosse priva di un quadro legislativo organico.

 Le imprese italiane, dai grandi player ai giovani innovatori delle startup, hanno dovuto navigare tra regole frammentarie, lacune normative, assenza di riferimenti chiari su autorizzazioni, responsabilità, assicurazioni e controlli ambientali. Un controsenso in un’epoca in cui la space economy evolve a ritmi vertiginosi, e la competizione globale si gioca anche sulla rapidità con cui i sistemi normativi sanno adattarsi e supportare l’innovazione.

Con questo DDL, l’Italia colma finalmente quel vuoto. La legge definisce principi e regole certe per tutte le attività spaziali civili e dual-use condotte da operatori italiani.

 L’Agenzia Spaziale Italiana ottiene un ruolo chiave come autorità tecnica di regolazione, autorizzazione e vigilanza.

Il sistema di licenze viene snellito, i criteri per la responsabilità civile e ambientale sono fissati, mentre le norme sulle assicurazioni e la gestione delle emergenze garantiscono maggiore certezza agli operatori pubblici e privati.

Il DDL introduce anche uno strumento fondamentale per il futuro dell’ecosistema nazionale: il Fondo Nazionale per l’Economia dello Spazio. Si parte con 35 milioni di euro nel 2025, ma la legge disegna un perimetro finanziario ambizioso, destinato a integrarsi con i fondi PNRR e i programmi di ESA e ASI, per un volume di risorse che potrebbe superare i 7 miliardi di euro nei prossimi anni. Un’opportunità concreta per sostenere startup, PMI innovative, progetti di filiera e nuove infrastrutture.

Nel complesso, il DDL 1415 rappresenta per il nostro Paese un cambio di paradigma. Non è solo una legge sulla space economy: è un’affermazione della volontà italiana di giocare da protagonista la partita globale dello spazio.

Come ha dichiarato il ministro Adolfo Urso, “siamo il primo Paese europeo ad aver adottato una legge quadro sull’economia dello spazio: una scelta che rafforza la nostra sovranità tecnologica e industriale”. Parole che pesano, e che dovranno ora tradursi in atti concreti, capaci di dare piena attuazione allo spirito della norma.

E come ha dichiarato Teodoro Valente Presidente ASI “La nuova legge sullo spazio segna un passaggio epocale per il settore italiano e per l’Agenzia Spaziale Italiana. L’approvazione della legge “Disposizioni in materia di economia dello spazio”, è uno strumento essenziale che dota l’Italia di un quadro normativo all’avanguardia che permetterà all’intero ecosistema nazionale del settore di confermare la sua leadership internazionale, consolidando un comparto che, negli anni, ha assunto un ruolo strategico non solo in ambito economico, ma anche nel più ampio contesto geopolitico, scientifico e industriale” L’ASI sarà centrale nelle strategie nazionali  negli scenari globali  della Space Economy.

Nel corso di questi mesi, Economia dello Spazio Magazine ha seguito passo dopo passo il percorso di questo disegno di legge, dando voce alle imprese, agli esperti, agli attori istituzionali. Oggi possiamo dire che il sistema Paese ha fatto un passo importante. Ma la vera sfida inizia ora: tradurre le potenzialità di questa legge in progetti reali, in nuova occupazione qualificata, in innovazioni che rafforzino il nostro ruolo nello scenario spaziale globale.

Perché nello spazio non si vince solo con i lanci, ma con la capacità di creare un ecosistema normativo e industriale che sappia guardare davvero “oltre l’orizzonte”. L’Italia, da oggi, ha finalmente gli strumenti per farlo.

Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".