
Nel XXI secolo, la ricerca della vita al di fuori della Terra è diventata un campo di studio sempre più interdisciplinare, coinvolgendo scienziati di diversi settori. Due discipline emergono come fondamentali in questa esplorazione: l’esobiologia e l’astrobiologia. Questi campi di ricerca cercano di rispondere a una delle domande più profonde dell’umanità: siamo soli nell’universo? Analizzando ambienti estremi sulla Terra e studiando i corpi celesti del nostro sistema solare e oltre, gli scienziati stanno cercando tracce di vita extraterrestre.
Esobiologia: comprendere la vita attraverso gli estremi
L’esobiologia studia l’origine, l’evoluzione e l’adattabilità della vita in condizioni estreme, con l’obiettivo di comprendere se e come la vita possa esistere al di fuori del nostro pianeta. I ricercatori esaminano ecosistemi terrestri estremi, come le bocche idrotermali degli oceani profondi o i deserti iperaridi, per identificare analogie con ambienti extraterrestri. Organismi noti come estremofili prosperano in condizioni di alta pressione, temperature estreme e assenza di luce solare, suggerendo che forme di vita simili potrebbero esistere su lune ghiacciate come Europa ed Encelado o nelle calotte polari di Marte.
Astrobiologia: alla ricerca della vita nell’universo
L’astrobiologia è una disciplina più ampia che si occupa non solo della possibile esistenza di vita extraterrestre, ma anche dell’evoluzione chimica e delle condizioni necessarie affinché essa possa emergere. Le missioni spaziali, come Perseverance su Marte e le future esplorazioni delle lune di Giove e Saturno, sono progettate per rilevare biosignature e tracce di molecole organiche. Gli studi su esopianeti nella zona abitabile delle loro stelle, condotti con telescopi come il James Webb Space Telescope, stanno cercando atmosfere con composti che possano indicare processi biologici.
Gli oceani extraterrestri: possibili culle della vita
Uno degli ambiti più promettenti della ricerca astrobiologica riguarda gli oceani sotto le superfici ghiacciate di alcuni corpi celesti. Europa ed Encelado, con le loro riserve di acqua liquida protette da spesse croste di ghiaccio, sono considerati tra i candidati più probabili per ospitare forme di vita microbica. Le esplorazioni degli oceani terrestri hanno dimostrato che la vita può prosperare senza luce solare, basandosi su fonti di energia chimica, un meccanismo che potrebbe essere replicato in ambienti extraterrestri.
EUROPA

ENCELADO

Il futuro della ricerca
Il futuro dell’esobiologia e dell’astrobiologia è strettamente legato alle nuove missioni spaziali e allo sviluppo di strumenti sempre più sofisticati. Le prossime sonde e lander avranno il compito di raccogliere campioni e analizzarli direttamente, riducendo il margine d’errore nelle ricerche di biosignature. Parallelamente, lo studio degli estremofili terrestri continuerà a fornire indizi fondamentali sulle condizioni in cui la vita può esistere al di fuori della Terra.
Mentre l’umanità esplora il cosmo e le profondità degli oceani, la scienza dell’esobiologia e dell’astrobiologia sta gettando le basi per comprendere il nostro posto nell’universo.
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Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".










