
Una nuova architettura spaziale delle comunicazioni per la futura Space Economy
Nel cuore delle nuove infrastrutture di comunicazione satellitare che alimentano l’economia dello spazio si nasconde un’intelligenza invisibile, fatta di onde radio orientate, segnali moltiplicati e un’efficienza spettrale senza precedenti.
Le tecnologie MIMO (Multiple Input Multiple Output) e beamforming sono oggi da attenzionare tra i principali motori dell’evoluzione dei servizi spaziali in orbita bassa, media e geostazionaria. Non solo. Sono il fulcro tecnico delle future costellazioni di comunicazione, della connettività globale e dell’integrazione tra spazio e reti terrestri 5G e 6G.
Con il moltiplicarsi dei satelliti in orbita, la gestione efficiente delle risorse spettrali, la direzionalità dei segnali e la robustezza della trasmissione diventano elementi chiave.
In questo scenario, MIMO e beamforming rispondono a tre esigenze fondamentali: efficienza, scalabilità e intelligenza adattiva.
Le tecnologie MIMO permettono di inviare e ricevere più segnali in parallelo utilizzando diverse antenne, sia lato trasmettitore che ricevitore. Potenziano la capacità del canale con antenne multiple
Questa tecnica, già consolidata nelle reti cellulari terrestri, viene oggi trasferita nello spazio, sia a bordo dei satelliti sia nelle stazioni di terra. La sua forza risiede nella capacità di aumentare la capacità del canale senza bisogno di banda addizionale.
Il beamforming, invece, consente di dirigere il fascio di trasmissione radio verso una destinazione specifica, migliorando notevolmente l’efficienza e riducendo le interferenze. In un sistema satellitare, significa che ogni satellite può puntare i propri segnali esattamente dove servono, adattandosi dinamicamente alla posizione dell’utente o del terminale terrestre.
Nelle nuove mega-costellazioni in orbita bassa (LEO), dove migliaia di satelliti devono mantenere connettività stabile con un numero elevato di terminali in movimento, MIMO e beamforming saranno tecnologie imprescindibili.
Sia operatori privati globali, che le agenzie spaziali e i governi europei stanno guardando a queste tecnologie per le future reti SDA (Secure Digital Autonomy), pensate per garantire connettività sicura e indipendenza tecnologica in ambito europeo.
Beamforming e MIMO sono sempre più spesso gestiti da algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning.
Questi potrebbero permettere in una futura Space Economy, ai satelliti di adattare in tempo reale la forma e la direzione del fascio di trasmissione in base al movimento dell’utente, alle condizioni atmosferiche, all’occupazione del canale e alla presenza di disturbi.
La trasformazione digitale dello spazio non si gioca solo sulla miniaturizzazione dei satelliti o sull’espansione delle costellazioni. È una partita fatta di intelligenza nei segnali, adattività delle architetture, efficienza dell’accesso radio.
In questo, MIMO e beamforming potrebbero rappresentare non solo una frontiera tecnica, ma anche una leva strategica per l’autonomia tecnologica, la sovranità digitale e la competitività.
Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".










