La Space Economy nei settori non-space

Il webinar organizzato da IKN Italy con Piermaria, Cascinari, Fiorentini e Baraglia

Space Economy

Sono lieta di aver moderato il webinar organizzato da IKN Italy “Space Economy nei settori non-space: le opportunità da cogliere subito”, primo appuntamento di un ciclo dedicato a uno dei temi più attuali e strategici per l’innovazione nei settori industriali italiani.

Focus dell’incontro: come integrare fin da ora le tecnologie spaziali nei modelli di business di settori non-space, come assicurazioni, logistica, agricoltura, finanza, energia, trasporti marittimi e molti altri.

L’obiettivo? Tradurre la Space Economy in valore concreto per le imprese, attraverso il confronto tra esperienze, prospettive e policy.

La prospettiva istituzionale: una legge per lo spazio italiano

Mauro Piermaria, Dirigente dell’Ufficio per le Politiche Spaziali e Aerospaziali della Presidenza del Consiglio, ha aperto i lavori offrendo una panoramica sull’evoluzione della Space Economy in Italia. La nuova Legge sullo Spazio, recentemente approvata, rappresenta un segnale forte: per la prima volta il nostro Paese si dota di uno strumento normativo che guarda anche ai settori non-space, prevedendo un fondo dedicato alle imprese che vogliono integrare dati e tecnologie spaziali nelle loro attività.

Piermaria ha individuato cinque driver fondamentali per la crescita del settore: efficienza dei sistemi, aumento della capacità di lancio satellitare, investimenti, tecnologie disruptive (come intelligenza artificiale e quantum) e geopolitica. Tuttavia, permane una scarsa consapevolezza nei settori non-space rispetto al potenziale delle tecnologie spaziali – come confermato anche dai dati dell’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano.

Venture Capital e new space: il tempo di investire è ora

Matteo Cascinari, General Partner di Primo Space Fund – primo fondo Venture Capital verticale sulla space economy in Europa – ha sottolineato come “la prossima rivoluzione industriale sarà quella spaziale”. Anche se molti dei business più promettenti devono ancora nascere, la filiera industriale, accademica e tecnologica italiana ha già oggi tutte le competenze per competere a livello globale.

Tra gli esempi più interessanti citati, aziende che utilizzano dati satellitari per applicazioni AI, come l’ottimizzazione delle polizze assicurative, la previsione della resa agricola o la gestione intelligente dell’irrigazione.

Lo spazio, ha ricordato Cascinari, non è più dominio esclusivo del settore pubblico, ma richiede oggi una solida infrastruttura industriale, che può attrarre capitali privati in modo sempre più significativo. “Tutte le industrie saranno impattate dalla Space Economy” – ha ricordato.

Il punto di vista assicurativo: dati satellitari per la gestione del rischio

Gian Lorenzo Fiorentini, Presidente Onorario di Aon, ha evidenziato quanto “il mondo assicurativo e quello dell’osservazione della Terra siano ancora distanti”, nonostante l’enorme potenziale sinergico.

Con l’introduzione in Italia della legge sullo spazio e dell’obbligo di copertura per i rischi catastrofali naturali (inclusi eventi come le frane), i dati satellitari diventano strumenti preziosi per l’analisi e la prevenzione del rischio. Settori come l’agricoltura o l’energia elettrica possono trarre grande vantaggio da queste tecnologie, sia per prevenire danni che per migliorare l’efficienza operativa.

La tecnologia abilitante: il ruolo del cloud e della connettività

Guido Baraglia, EMEA Space Economy Lead di Amazon Web Services, ha riportato esempi concreti di integrazione tra tecnologie cloud, geospaziali e settori operativi, in particolare nella logistica e nei trasporti. La combinazione tra connettività spaziale e strumenti di Precision Navigation and Timing (PNT) permette di sviluppare applicazioni sofisticate, anche nel settore marittimo o nella guida autonoma.

Lo spazio è già parte della nostra quotidianità, anche se spesso non ce ne rendiamo conto” – ha osservato Baraglia – “e può contribuire concretamente a migliorare la qualità della vita e la sostenibilità dei processi produttivi.”

Lo spazio è per tutti. Anche (e soprattutto) per chi non ci lavora direttamente

Nel giro di chiusura, tutti i relatori hanno concordato su un punto chiave: non serve operare nello spazio per farne parte. Le imprese di tutti i settori possono e devono guardare allo spazio come a una leva strategica.

Come ha detto Matteo Cascinari, “guardare allo spazio adesso può dare un vantaggio competitivo. È un’occasione da non perdere”.

E come ha auspicato Mauro Piermaria, lo spazio dovrebbe diventare “tema introiettato nelle politiche delle imprese”, non solo come tecnologia, ma come nuova frontiera culturale ed economica.

Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".