Moonlight: l’Europa accende la rete lunare. E l’Italia è in prima linea

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Fonte: Telespazio S.p.a.

Mentre l’umanità si prepara a tornare stabilmente sulla Luna, l’Europa guarda al futuro con un’ambizione precisa: non solo partecipare all’esplorazione lunare, ma essere protagonista nella costruzione delle infrastrutture essenziali per renderla possibile. In questa direzione si muove Moonlight, l’innovativo progetto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che punta a realizzare una costellazione di satelliti per la comunicazione e la navigazione attorno alla Luna.

Un’infrastruttura invisibile ma decisiva, pensata per diventare il sistema nervoso della nuova economia lunare. E tra i grandi protagonisti del progetto ci sono le imprese italiane, chiamate a giocare un ruolo di primo piano nella corsa allo spazio profondo.

Moonlight nasce da una constatazione semplice quanto strategica: le missioni lunari, per essere frequenti, autonome e sostenibili, hanno bisogno di una rete condivisa di comunicazione e posizionamento, proprio come avviene sulla Terra grazie al GPS, al Galileo e ad altri sistemi satellitari.

Oggi ogni missione deve trasportare a bordo i propri sistemi di comunicazione e navigazione, con evidenti limiti tecnici, costi elevati e inefficienze. Con Moonlight, ESA intende offrire servizi standardizzati e accessibili a ogni attore – istituzionale, industriale, scientifico – che voglia operare sulla superficie lunare o nelle sue orbite.

Una vera rete di servizi commerciali e interoperabili, pensata per servire lander, rover, moduli abitativi e, in futuro, attività estrattive, basi permanenti e persino missioni con equipaggio.

Il ruolo chiave delle imprese italiane

Se l’Europa sogna di diventare un provider globale di servizi lunari, è anche grazie alla leadership tecnologica dell’Italia in settori strategici come telecomunicazioni spaziali, infrastrutture orbitali e navigazione satellitare.

A guidare uno dei due consorzi industriali incaricati dallo studio ESA è infatti Telespazio, joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%), da anni punto di riferimento mondiale nei servizi spaziali. Il consorzio italiano è affiancato da un gruppo d’eccellenza che include Thales Alenia Space, altra realtà a forte partecipazione italiana, e aziende come Argotec, Altec, Space Factory, Tyvak International e Qascom.

Telespazio

Responsabile della progettazione del servizio e dell’infrastruttura di comunicazione, Telespazio porterà l’esperienza acquisita nella gestione di sistemi satellitari complessi e nella fornitura di servizi downstream, con l’obiettivo di garantire copertura continua e affidabilità operativa anche nelle aree lunari più remote.

Thales Alenia Space

Specializzata nella realizzazione di moduli pressurizzati e sistemi orbitali, contribuirà allo sviluppo dei payload di bordo, dei segmenti di terra e delle interfacce operative. La sede di Torino, in particolare, sarà uno snodo tecnologico chiave nella realizzazione dei componenti hardware.

Qascom (Bassano del Grappa)

Startup altamente innovativa, leader in tecnologie GNSS (Global Navigation Satellite Systems), sarà cruciale per lo sviluppo dei servizi di posizionamento e sincronizzazione del tempo in ambiente lunare, adattando algoritmi di navigazione alle specificità della bassa gravità e dell’orbita lunare.

Argotec (Torino)

Porterà la sua expertise nei piccoli satelliti, sviluppando piattaforme compatte e resilienti capaci di operare a lungo nel duro ambiente dello spazio profondo, garantendo flessibilità e ridondanza all’intera rete.

Queste realtà italiane – spesso già protagoniste nel programma Artemis della NASA – si candidano oggi a essere costruttori e operatori dell’infrastruttura lunare, non solo fornitori. Un salto di ruolo decisivo per l’intero ecosistema nazionale della space economy.

Una nuova economia orbitale

Moonlight non è un semplice progetto infrastrutturale, ma l’architrave di una nuova economia lunare. Una volta operativa, la rete permetterà lo sviluppo di nuovi modelli di business basati sulla fornitura di servizi: comunicazioni ultra-stabili per moduli abitativi, tracking di rover, supporto alla navigazione automatica di lander e droni lunari, sincronizzazione temporale per esperimenti scientifici, data relay per attività minerarie o agricole.

Proprio come sulla Terra, l’accesso a servizi di comunicazione e posizionamento sarà condizione abilitante per qualsiasi attività economica. Moonlight apre quindi a una futura “Internet of the Moon”, dove satelliti, veicoli e sensori dialogano in tempo reale, abilitando una nuova logistica interplanetaria.

Attualmente, ESA ha concluso la fase iniziale di studio di fattibilità. I due consorzi industriali – quello guidato da SSTL nel Regno Unito e quello guidato da Telespazio – hanno elaborato soluzioni tecniche e modelli di business. La prossima fase vedrà l’assegnazione dei contratti per la realizzazione vera e propria dell’infrastruttura, con un orizzonte operativo fissato intorno al 2030.

Un progetto che si inserisce in piena sinergia con le missioni Artemis, ma che mira anche a rendere l’Europa autonoma e competitiva nello spazio profondo. In questo senso, Moonlight è parte di una visione più ampia: non solo partecipare, ma guidare l’evoluzione della space economy oltre l’orbita terrestre.

Il valore di Moonlight va oltre l’aspetto tecnologico. È un simbolo della capacità europea – e italiana – di giocare da protagonisti in uno scenario spaziale sempre più affollato e competitivo. Un contesto dove il dominio non passa più solo per il lancio dei razzi, ma per la capacità di offrire servizi, costruire reti, abilitare ecosistemi.

Con Moonlight, l’Italia dimostra di avere le competenze, le imprese e la visione per illuminare il futuro lunare. Non solo come paese che guarda alla Luna, ma come partner fondamentale nella costruzione della sua nuova infrastruttura digitale.

Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".