
Il ddl spazio
È stato approvato dalla Camera il 6 marzo il disegno di legge sull’economia dello spazio presentato dal ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso. Il testo regola l’accesso dei privati al settore aerospaziale, promuove la ricerca e lo sviluppo di tecnologie e va a colmare un vuoto normativo che non riguardava e riguarda solo l’Italia ma anche l’Europa.
Il nostro Paese è infatti il primo a dotarsi di una regolamentazione così avanzata in merito all’economia dello spazio e a tutte le attività svolte in orbita. Il ddl spazio costituisce inoltre la base normativa per un piano quinquennale, il “Piano nazionale per l’economia dello spazio”, che ha l’obiettivo di finanziare nuovi progetti, supportare le aziende e le imprese, favorire collaborazioni con organizzazioni internazionali e consolidare il ruolo del COMINT (Comitato interministeriale per le politiche dello spazio e della ricerca aerospaziale) nell’ottica di un’Italia sempre più competitiva nel settore spaziale.
La votazione alla Camera
La norma è stata approvata con 113 voti a favore, 89 contrari e 2 astenuti. Il ddl ha ricevuto il voto contrario di tutti i partiti dell’opposizione, che considerano il disegno di legge un “favore a Musk” e la prova dell’asservimento del governo Meloni agli interessi degli Stati Uniti e nello specifico dell’azienda del consigliere del Presidente Trump, che include anche il servizio di internet satellitare Starlink.
Il motivo di queste polemiche risiede nell’articolo 25 del ddl, che prevede la costituzione di una “riserva di capacità trasmissiva nazionale”, ovvero di una rete di satelliti che in caso di emergenza consentiranno la comunicazione tra i vari apparati dello Stato, che potrà essere gestita anche da operatori privati dell’Unione Europea e della NATO.
In altre parole, in situazioni di emergenza sarebbero aziende private straniere a gestire le comunicazioni istituzionali italiane, motivo per cui l’opposizione ha anche parlato di un attacco alla sicurezza nazionale. Il ministro Urso ha respinto con forza queste accuse, sostenendo che la regolamentazione delle attività spaziali implica l’apertura ad una pluralità di attori e riasserendo che il governo si muove solo nell’interesse della Nazione.
Tuttavia, il portavoce di Musk in Italia, Andrea Stroppa, si è sentito in dovere di commentare con queste parole su X mentre venivano discussi alcuni emendamenti al testo: «agli amici di Fratelli d’Italia: evitate di chiamarci per conferenze o altro». A destare ulteriore scalpore, anche un commento dello stesso Musk, sempre su X, stavolta riguardo all’Ucraina: «Se spegnessi Starlink, la prima linea di Kiev crollerebbe».
Gli emendamenti e i dettagli del ddl
L’opposizione ha quindi presentato diversi emendamenti al testo del ddl, che però sono stati quasi interamente respinti. Il PD aveva presentato un emendamento proprio riguardo l’articolo 25 del disegno di legge, chiedendo che l’accesso alla riserva di capacità trasmissiva nazionale fosse limitato ad operatori dell’Unione Europea e solo in casi di estrema necessità alla NATO. L’emendamento è stato poi bocciato in commissione.
Ne sono stati invece approvati altri due, firmati da tutta l’opposizione, in cui si chiede la garanzia della sicurezza nazionale per quanto riguarda la gestione da parte di attori stranieri delle comunicazioni istituzionali e un ricavo industriale proporzionato per il nostro Paese. Il disegno di legge prevede inoltre che per poter avere accesso al mercato spaziale italiano si debba chiedere un’autorizzazione all’Agenzia spaziale italiana (ASI), che dovrà valutare che specifici requisiti siano soddisfatti o meno dall’azienda in questione.
La richiesta sarà poi inviata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al COMINT, che avranno l’ultima parola in merito. È previsto anche che sia versato allo Stato un contributo per avere il diritto di operare nello spazio. Il ddl dovrà adesso essere approvato dal Senato, ma la situazione politica rispetto a questa norma resta tesa nonostante la sicurezza del ministro Urso, che definisce il testo del disegno di legge lungimirante e ogni accusa in merito priva di fondamento.
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Giulia Roncari, Redazione Economia del Mare Magazine e Economia dello Spazio Magazine










