Spazio e Mare: le nuove miniere

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L’Interconnessione tra le profondità marine e il Cosmo

Nell’era della transizione energetica e dell’esaurimento delle risorse terrestri, il futuro dell’estrazione mineraria guarda sempre più lontano: nelle profondità degli oceani e nello spazio. Se un tempo lo sfruttamento delle materie prime si concentrava sulla terraferma, oggi i progressi tecnologici e le esigenze economiche stanno portando scienziati e aziende a esplorare nuovi orizzonti, dall’estrazione di minerali dai fondali marini fino alla possibilità di ricavare risorse dagli asteroidi.

Queste due dimensioni apparentemente distanti, mare e spazio, condividono sfide simili: condizioni ambientali estreme, necessità di tecnologie robotiche avanzate e regolamentazioni ancora incerte. Tuttavia, condividono anche molte tecnologie trasferibili, sviluppate per un ambiente e adattabili all’altro. Il loro sviluppo congiunto potrebbe rivoluzionare il futuro dell’umanità, tra opportunità economiche e preoccupazioni ecologiche.

I Tesori del Mare: minerali rari e lotte per il futuro

I fondali marini ospitano immense riserve di metalli preziosi, tra cui cobalto, nichel, manganese e terre rare, essenziali per la produzione di batterie e dispositivi elettronici. Secondo la International Seabed Authority (ISA), gran parte di queste risorse si trova nei noduli polimetallici sparsi negli abissi oceanici, in particolare nelle dorsali medio-oceaniche e nelle piane abissali.

Paesi come la Cina, il Giappone e gli Stati Uniti stanno investendo miliardi di dollari nello sviluppo di tecnologie per l’estrazione marina, con robot sottomarini e droni autonomi capaci di operare a migliaia di metri di profondità. Tuttavia, il rischio ambientale è enorme: l’estrazione mineraria marina potrebbe distruggere habitat unici, alterare gli ecosistemi e compromettere la biodiversità oceanica.

Le discussioni a livello internazionale su come regolamentare queste attività sono ancora in corso, con posizioni contrastanti tra chi sostiene uno sfruttamento controllato e chi chiede una moratoria totale in attesa di ulteriori studi sugli impatti ambientali.

La corsa allo Spazio: Asteroidi e Luna, le miniere del futuro

Se gli oceani rappresentano la prossima frontiera terrestre, lo spazio è il vero obiettivo a lungo termine. Gli asteroidi contengono quantità straordinarie di metalli preziosi, tra cui platino, oro e titanio, mentre la Luna è ricca di elio-3, un isotopo fondamentale per la fusione nucleare, potenziale fonte di energia pulita.

Aziende come SpaceX, Blue Origin e Planetary Resources stanno studiando soluzioni per rendere l’estrazione mineraria nello spazio una realtà. L’idea è quella di sviluppare infrastrutture robotiche in grado di perforare e raccogliere minerali direttamente sugli asteroidi, con l’obiettivo di rifornire le future colonie spaziali o riportare le risorse sulla Terra.

Anche la NASA e l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) stanno esplorando possibilità di sfruttamento lunare con progetti come Artemis, che punta a stabilire una base sulla Luna entro il prossimo decennio. La possibilità di estrarre e utilizzare le risorse in loco sarebbe un passo cruciale per l’espansione dell’uomo nel Sistema Solare.

Tecnologie trasferibili tra Mare e Spazio: un approccio comune

Sebbene lo spazio e il mare siano ambienti molto diversi, l’esplorazione di entrambi richiede tecnologie simili, spesso sviluppate per un contesto e adattate all’altro. Le principali aree di tecnologia trasferibile includono:

1. Robotica Autonoma e Teleguidata

L’esplorazione dei fondali oceanici e quella spaziale richiedono l’uso di robot autonomi e droni capaci di operare in condizioni estreme.

            •          Mare: Veicoli a controllo remoto (ROV) e droni sottomarini come il “Nautilus” vengono utilizzati per mappare e raccogliere minerali dai fondali.

            •          Spazio: I rover lunari e i lander per l’esplorazione degli asteroidi utilizzano tecnologie simili, come il Perseverance su Marte o il progetto giapponese Hayabusa2, che ha raccolto campioni da un asteroide.

2. Sistemi di Estrazione in Ambienti Estremi

Le operazioni minerarie nei fondali marini e sugli asteroidi devono affrontare condizioni proibitive: assenza di aria, temperature estreme e pressioni elevate.

            •          Mare: Si utilizzano trivelle sottomarine sigillate, spesso ispirate ai modelli utilizzati per le missioni spaziali, capaci di operare senza intervento umano diretto.

            •          Spazio: Le sonde spaziali come OSIRIS-REx hanno dimostrato la possibilità di estrarre materiali da asteroidi con strumenti meccanici e tecniche di raccolta senza perforazione.

3. Comunicazioni e Controllo Remoto

Le grandi profondità oceaniche e lo spazio profondo pongono sfide di comunicazione simili, con forti ritardi nei segnali e difficoltà di trasmissione.

            •          Mare: Le comunicazioni sottomarine utilizzano onde acustiche a bassa frequenza, simili alle tecnologie radio a bassa potenza impiegate nelle missioni spaziali.

            •          Spazio: Le antenne di Deep Space Network della NASA sfruttano algoritmi avanzati per trasmettere dati a milioni di chilometri, un modello adattabile anche alle comunicazioni sottomarine.

4. Energia e Autosufficienza Operativa

Le operazioni minerarie in mare e nello spazio non possono affidarsi a reti energetiche tradizionali e devono utilizzare sistemi autonomi.

            •          Mare: Si stanno sviluppando impianti a energia maremotrice e solare per alimentare le operazioni di estrazione.

            •          Spazio: La NASA e l’ESA stanno studiando l’uso di pannelli solari ad alta efficienza e reattori nucleari compatti per fornire energia alle basi lunari e alle missioni sugli asteroidi.

Le Sfide Etiche e Ambientali dell’Estrattivismo Futurista

Se da un lato l’estrazione di risorse da mare e spazio offre enormi opportunità economiche e tecnologiche, dall’altro solleva questioni etiche e ambientali cruciali.

            •          Impatto ambientale: Gli oceani sono già minacciati da cambiamenti climatici, inquinamento e pesca eccessiva; l’estrazione mineraria potrebbe peggiorare la situazione. Per quanto riguarda lo spazio, l’interferenza umana potrebbe alterare l’equilibrio di corpi celesti ancora inesplorati.

            •          Regolamentazioni e governance: Mentre il mare è regolamentato dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), lo spazio è soggetto al Trattato sullo Spazio Extra-Atmosferico del 1967. Tuttavia, entrambi i settori mancano di regole chiare sull’estrazione mineraria.

            •          Competizione geopolitica: La corsa alle risorse marine e spaziali potrebbe innescare nuove tensioni tra le potenze mondiali, con il rischio di conflitti e monopoli.

Un futuro connesso tra Mare e Spazio

La convergenza tra esplorazione spaziale e sfruttamento marino segna l’inizio di una nuova era industriale, in cui le frontiere dell’umanità si espandono oltre i confini tradizionali. Lo sviluppo congiunto di tecnologie per l’estrazione mineraria in entrambi i domini potrebbe accelerare progressi scientifici, ma anche aumentare i rischi ambientali e geopolitici. Sarà cruciale trovare un equilibrio tra innovazione e sostenibilità, evitando che la corsa alle risorse porti a danni irreversibili negli ultimi grandi territori inesplorati dell’umanità.

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Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".